L'accreditamento che non cambia.
Tre regioni e un test di realtà.
Il Progetto di vita personalizzato è legge. Ma i criteri con cui le Regioni accreditano i servizi sono rimasti gli stessi. Un'analisi comparata di Lombardia, Toscana e Friuli-Venezia Giulia per capire dove siamo davvero.
La diagnosi: il Progetto di vita rischia di diventare il PEI degli adulti
La frase di Sollini contiene due livelli.
Il primo è unadiagnosi: il welfare per la disabilità ragiona ancora per categorie, non per biografie. Il secondo è unacondizione: quella diagnosi non si risolve con strumenti migliori, si risolve cambiando l'architettura. I flussi finanziari. La governance. Le regole con cui il sistema valida se stesso.
Il rischio che vede con chiarezza è che il Progetto di vita — la novità più ambiziosa delD.Lgs. 62/2024— venga addomesticato senza che nessuno lo dichiari. Che diventi un documento ben fatto, compilato con cura, archiviato correttamente.
Il PEI era già abbastanza lungo. Il Progetto di vita rischia di diventare il PEI degli adulti.

Lombardia: la legge c'è, la delibera non arriva
La Lombardia è la regione che sulla carta ha fatto di più. LaLR 25 del 6 dicembre 2022— promossa da LEDHA e approvata all'unanimità dal Consiglio regionale — è la norma regionale più avanzata in Italia su questo terreno.
Riconosce il diritto alla vita indipendente per tutte le persone con disabilità, indipendentemente dal tipo di compromissione e dall'intensità del bisogno di sostegno. Istituisce i Centri per la vita indipendente. Riconosce il budget di progetto come parte integrante del progetto individuale.
L'art. 10 dice una cosa molto precisa: i criteri di accreditamento, funzionamento, finanziamento e controllo delle unità di offerta devonopermettere e favorireil diritto alla vita indipendente, introdurre elementi di flessibilità, evitare l'isolamento e la segregazione. Il comma 2 aggiunge che entro un anno dall'entrata in vigore la Giunta regionale avvia il processo di revisione del funzionamento e finanziamento delle unità d'offerta.1
La Delibera delle Regole 2025 annuncia l'avvio di un gruppo di lavoro per una proposta di rimodulazione dei servizi residenziali, ma come ha documentato Lombardia Sociale il riferimento alla LR 25/2022 è assente.2Il riordino viene impostato sulla verifica dei requisiti di accreditamento esistenti senza che il cambio di paradigma richiesto dall'art. 10 venga assunto come cornice.
Il Terzo Settore lombardo chiede esplicitamente, nelle osservazioni al PAR di marzo 2026, che si avvii la revisione delle UDO in coerenza con la legge, che si costruiscano spazi strutturati di co-programmazione, che si evitino applicazioni meramente procedurali del Progetto di vita.3È una richiesta che descrive, per sottrazione, quello che non c'è ancora.
Il caso Lombardia non è una storia di mancanza di visione. La visione c'è, scritta in una legge approvata all'unanimità. È una storia dimandato rimasto senza esecuzione— e il mandato più specifico, quello sull'accreditamento delle UDO, è esattamente quello che avrebbe reso operativa la riforma nei servizi reali.
Una valutazione multidimensionale in ottica ICF richiede più incontri con la persona e la famiglia, operatori di profili diversi con un linguaggio valutativo condiviso, integrazione con strumenti clinici che usano codifiche diverse. Il rischio concreto è che ilWHODAS 2.0— lo strumento standardizzato previsto dal D.Lgs. 62/2024 — venga progressivamente ridotto a ruolo marginale rispetto alla componente medico-legale, vanificando la portata innovativa della riforma.L'architettura non è pronta per lo strumento.
Toscana: il Progetto di vita come misura aggiuntiva

La Toscana ha una storia diversa, e più articolata di quanto sembri a prima lettura. Il finanziamento di progetti di vita indipendente è un programma stabilizzato dal 2005. Con laDGR 753 del 25 giugno 2024la Regione ha fatto un passo ulteriore: ha inserito il programma nel FSE+ 2021-2027, con 46 milioni di euro per il triennio.4L'adesione ha visto tutte e 28 le Zone distretto/Società della Salute aderire nei termini previsti. La domanda ha superato le previsioni al punto che la Regione ha integrato le risorse con ulteriori 25,7 milioni.5
Non solo. La Toscana si è mossa su altri due fronti che meritano di essere nominati con precisione.Firenzeè una delle nove province selezionate per la sperimentazione del D.Lgs. 62/2024 attiva dal 1° gennaio 2025: lì le UVMD stanno elaborando i primi Progetti di vita personalizzati secondo le nuove procedure, con valutazione multiprofessionale e partecipazione attiva della persona.6aE con laLR 35 del 15 luglio 2025la Regione ha modificato la LR 66/2008 introducendo formalmente le UVMD — Unità di Valutazione Multidisciplinare per la Disabilità — come articolazioni stabili e dedicate di ogni zona-distretto, con la persona con disabilità partecipante a pieno titolo, con diritto di parola e di voto messo a verbale.6bÈ un passo istituzionale che la Lombardia, con tutta la sua LR 25/2022, non ha ancora compiuto.
Eppure il nodo centrale rimane aperto. I due binari — il programma vita indipendente e il sistema ordinario delle UDO — non si incontrano, enon possonoincontrarsi per esplicita previsione normativa: l'art. 19, comma 3 del D.Lgs. 62/2024 stabilisce che i programmi già attivati dalle regioni nell'esercizio della propria competenzamantengono ambiti autonomi di attuazione.6cIl legislatore nazionale ha blindato la separazione. Centri Diurni, strutture residenziali, Centri Socio-Educativi continuano a essere accreditati con la logica prestazionale consolidata: i requisiti attestati dalle strutture sono strutturali, organizzativi, di processo —non di impatto sulla qualità della vita della persona.6
FVG: quando la governance è la precondizione
Con laLR 16/2022il Friuli-Venezia Giulia ha riformato in profondità l'assetto istituzionale dei servizi per la disabilità.7Ha trasferito la titolarità dei servizi residenziali e semiresidenziali alle Aziende sanitarie regionali — non è una scelta tecnica, è una scelta di governance. Ha messo sotto la stessa regia valutazione, servizi e finanziamento. E ha introdotto, all'art. 25, un meccanismo preciso per i percorsi innovativi sperimentali: le Aziende sanitarie e i Comuni possono proporre sperimentazioni in partenariato con il Terzo Settore; i soggetti partecipanti vengono accreditati in via temporanea per la durata della sperimentazione; al termine, se l'esito è positivo, il servizio viene stabilizzato e i soggetti accreditati in via definitiva.8

È un meccanismo che connette esplicitamente la sperimentazione con l'accreditamento — proprio quello che Sollini chiede. LaDGR 176 del 14 febbraio 2025ha disciplinato le prime indicazioni per la predisposizione del Progetto di vita nell'ambito della sperimentazione pilota di Trieste, prevista dall'art. 24 del D.Lgs. 62/2024.9IlQ-VAD— strumento per la valutazione delle condizioni di vita nei servizi residenziali e semiresidenziali — è applicato sistematicamente dal 2017:non misura le prestazioni erogate, misura l'esperienza di vita della persona.10
Rilancio: tre pilastri per un accreditamento di risultato
Torno a Sollini, perché merita di essere riletto con la forza in più che i tre casi regionali aggiungono. Per attuare una vera trasformazione, è necessario uno scatto verso unaccreditamento di risultato e di senso. Non basta più chiedere"chi c'è dentro la struttura?"— dobbiamo iniziare a chiedere"cosa succede fuori da essa?".
1. Verifica dell'impatto sull'autodeterminazione.I criteri di accreditamento devono misurare se la persona ha più potere sulle proprie scelte, non se la struttura ha rispettato gli standard minimi di erogazione.
2. Misurazione della "permeabilità".Il rapporto tra ore di isolamento assistenziale e ore trascorse in contesti sociali ordinari — non come indicatore di qualità, ma comecriterio di accreditamento strutturale.
3. Flessibilità gestionale del budget.Per seguire l'evoluzione dei desideri della persona nel tempo, non la rigidità del progetto iniziale.
I tre casi lo confermano ciascuno a modo proprio: la Lombardia ha scritto quel cambio in una legge regionale e aspetta ancora la delibera attuativa. La Toscana ha investito sulla vita indipendente senza toccare le UDO. Il FVG ha costruito la governance che lo rende praticabile — ma in condizioni che quasi nessuna altra regione può replicare a breve.
La domanda che rimane sul tavolo non èsefare la riforma dell'accreditamento. Èchi ha il mandato per farla, con quale processo, in quale finestra temporale. In Lombardia quel mandato è scritto nella LR 25/2022 e aspetta di essere eseguito da tre anni. In Toscana non è ancora stato esplicitato. In FVG lo ha assunto la regia regionale integrata costruita in anni di riforma istituzionale.
Il 2027 si avvicina. E la distanza tra una riforma che accreditaservizi nuovie una che si limita a documentare meglio quelli vecchi si misura esattamente qui: in chi decide di toccare i criteri, e in chi preferisce non farlo.
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Riccardo Sollini,Il progetto di vita non sia un PEI più lungo, Vita.it, marzo 2026 · Regione Lombardia, LR 25/2022 · Lombardia Sociale, analisi PAR 2026-2028, marzo 2026 · Regione Toscana, DGR 753/2024 e DGR 79/2025 · Regione Toscana, LR 35/2025 (modifica LR 66/2008, UVMD) · D.Lgs. 62/2024, art. 19 comma 3 · Regione FVG, LR 16/2022, DGR 176/2025 e DGR 779/2025 · Regione FVG, Decreto Q-VAD n. 1050/2017



