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Non è un problema di soldi e di concorsi: è un problema di persone
PA·12 maggio 2026

Non è un problema di soldi e di concorsi: è un problema di persone.

Tre percorsi, miliardi di euro, e la professione di assistente sociale che si svuota.Non mancano i posti. Non mancano i soldi. Mancano le persone disposte a fare questo lavoro a queste condizioni.
Davide Vairani
12 maggio 2026
8 min di lettura

Tre percorsi, miliardi di euro, e la professione che si svuota

In questi giorni il Ministero del Lavoro ha comunicato a Comuni e Ambiti Territoriali Sociali la propria intenzione di bandire un nuovo concorso nazionale per aumentare la dotazione di assistenti sociali. L'obiettivo dichiarato è raggiungere il livello essenziale dei servizi sociali previsto dalla Legge di Bilancio 2021:1 assistente sociale ogni 5.000 abitanti.

Prima di aderire, vale la pena mettere in fila quello che è già successo. Perché il problema — come mostrano i numeri —non si risolve con un altro concorso.

180 mlneuro/anno stanziati dalla L. 178/2020 per co-finanziare le assunzioni (40.000 € per ogni AS a tempo indeterminato)
545 mlneuro del PN Inclusione 2021–2027 per il maxi concorso nazionale (bando giugno 2025)
€ 0per gli stipendi nel nuovo avviso 2026: il Ministero paga solo la procedura RIPAM. Gli oneri restano agli ATS

Tre percorsi paralleli, costruiti in anni diversi con logiche diverse. Il primo strutturale, il secondo europeo, il terzo procedurale. Tutti e tre convergono verso lo stesso obiettivo. Nessuno dei tre l'ha raggiunto.

* * *

I soldi c'erano. Le persone no.

I dati dell'Ufficio Parlamentare di Bilancio sono senza appello. Dei 180 milioni stanziati ogni anno per il contributo LEPS, ne sono stati erogati48 nel 2021, 65 nel 2022, 81 nel 2023— costantemente meno della metà delle risorse disponibili.1Il co-finanziamento funziona solo a valle dell'assunzione. E le assunzioni non avvengono perchéi candidati non ci sono.

Tra il 2020 e il 2023 gli assistenti sociali in servizio sono aumentati del 39,7%, passando da 9.750 a 13.621. Un risultato reale. Ma per raggiungere il LEPS mancherebbero ancora almeno4.607 assunzioni in 472 ATS.2

Il maxi concorso PN Inclusione metteva a bando 3.839 posti. Saranno assunti 3.089 persone.750 posti sono rimasti vuoti per mancanza di candidati idonei.3È significativo che questi profili — con requisiti di accesso più ampi rispetto agli AS, in alcuni casi diploma sufficiente — abbiano comunque lasciato centinaia di posti scoperti. E che gli assistenti sociali, il profilo più carente, non fossero nemmeno inclusi in quel bando.

Fondo Povertà: speso vs disponibile
I soldi c'erano. Non è mai stata spesa nemmeno la metà.
2021
48 mln
/ 180 mln disponibili
2022
65 mln
/ 180 mln disponibili
2023
81 mln
/ 180 mln disponibili
Fonte: UPB, 2024. La barra piena è quanto speso; quella tratteggiata il totale disponibile.
Maxi concorso PN Inclusione 2025: cosa è successo
3.839 posti banditi. 750 rimasti vuoti per mancanza di candidati.
3.089assunti
80,5%assunti
750vuoti
19,5%posti vuoti
Contabili(736 posti)
39% scoperti
Educatori(954 posti)
26% scoperti
Gli AS non erano inclusi nel bando.
Fonte: DFP / InPA, aprile 2026.
* * *

La professione si svuota mentre il sistema prova a rilanciarla

Fra il 2023 e il 2024 i candidati all'abilitazione sono calati del35%. Gli assistenti sociali abilitati di oltre il40%.4Non è una flessione congiunturale. È un segnale strutturale: meno giovani scelgono questa professione, e chi la sceglie spesso la abbandona presto.

La presidente del Consiglio Nazionale degli Assistenti Sociali Barbara Rosina ha messo a fuoco il nodo con chiarezza: serve un ragionamento sull'attrattività delle professioni di cura —responsabilità crescenti, stipendi bassi, narrazione distorta del ruolo sociale.5

I numeri del confronto europeo confermano senza margine di dubbio:

1.350 €netti/mese — stipendio medio AS in Italia. 13% sotto la media nazionale. Neoassunto pubblico: 960–1.100 € netti
2.300 €lordi/mese in Germania — il doppio di un neoassunto italiano nel pubblico (35.900 € lordi/anno)
36.100 €lordi/anno in Francia. Entry level a 26.600 € — superiore alla media italiana anche partendo dal gradino più basso

Il nuovo CCNL Funzioni Locali 2022–2024, firmato a febbraio 2026, ha portato un incremento medio di140 euro lordi mensili(+5,78% sul monte salari 2021). È un passo reale, da riconoscere. Ma gli stessi sindacati firmatari dichiarano che bisognaraddoppiarequell'aumento per avvicinarsi agli standard europei.6

Il paradosso

L'Europa finanzia con 545 milioni il potenziamento dei servizi sociali italiani. Ma le condizioni che offriamo a chi dovrebbe erogare quei servizi restano tra le più basse del continente.Il problema non è quante risorse investiamo. È a chi le destiniamo.

* * *

La risposta procedurale a un problema strutturale

Il nuovo avviso dell'8 maggio 2026 raccoglie fabbisogno — che esiste, è reale, è documentato — e promette di organizzare una selezione nazionale. Manon cambia nulla di ciò che rende la professione poco attrattiva: né le retribuzioni, né le condizioni di lavoro, né il riconoscimento istituzionale.

Con il primo concorso ancora in fase di assunzione e 750 posti già scoperti, il Ministero apre un secondo giro. Stessa impostazione. Nessun cambiamento strutturale. E stavolta senza nemmeno il co-finanziamento europeo degli stipendi: gli ATS devono impegnarsi formalmente ad assumere usandorisorse che devono già avere disponibili.

All'orizzonte si profilano due sfide che si sovrappongono: il pensionamento di migliaia di assistenti sociali nei prossimi anni e la necessità di reclutarne altrettanti solo per mantenere i livelli attuali —prima ancora di raggiungere i LEPS.

IL SECONDO CONCORSO: COSA CAMBIA RISPETTO AL PRECEDENTEL. 178/2020Strutturale40.000 €/annoper AS assunto✓ Co-finanzia stipendi✗ Speso <50%✗ AS non trovatiPN INCLUSIONE 2025Europeo545 mln EUcosti a carico UE✓ Stipendi coperti✗ 750 posti vuoti✗ AS non inclusiNUOVO AVVISO 2026ProceduraleSolo proceduraRIPAM a carico MdL✗ Stipendi non coperti✗ ATS devono averegià le risorseOgni percorso ha investito di più. Nessuno ha cambiato le condizioni di base della professione.
I tre percorsi a confronto: risorse crescenti, risultati decrescenti. Il secondo concorso è il più povero di tutti — paga solo la selezione, non le assunzioni.
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La domanda che rimane aperta

Non mancano i posti. Non mancano i soldi.Mancano le persone disposte a fare questo lavoro a queste condizioni.

La domanda non è quanti concorsi organizziamo. È:cosa stiamo facendo per rendere questa professione degna di essere scelta?

Finché non cambia quella risposta — finché gli stipendi restano tra i più bassi d'Europa, finché il carico di lavoro cresce senza crescita proporzionale del riconoscimento, finché la narrazione pubblica dell'assistente sociale rimane quella dell'ultimo anello di una catena che non funziona — i posti resteranno vuoti.

Cosa servirebbe davvero

Un piano strutturale sull'attrattività della professione:revisione delle fasce retributivecon avvicinamento agli standard europei,riduzione del carico di lavoroper AS già in servizio,campagna di comunicazione pubblicasul ruolo sociale degli assistenti sociali,percorsi di carrierache rendano la permanenza nel settore conveniente nel lungo periodo. Il concorso viene dopo. Non viene al posto di tutto questo.

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Nota

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