C’è uno strumento che sta silenziosamente cambiando il modo in cui alcunepubbliche amministrazioni italianeprogettano le proprie politiche.
Si chiamaValutazione di Impatto Generazionale— VIG — ed è, nella sua essenza, una domanda semplice quanto rivoluzionaria:
- questa decisione, chi lapagherà?
- chi ne beneficeràdavvero?
- e tra quantianni?

Una domanda semplice, una sfida strutturale
La politica pubblica ha sempre avuto un problema strutturale con iltempo.
Le scelte difficili tendono a essere rinviate, i costi nascosti nelle pieghe del bilancio, i debiti scaricati sui bilanci futuri.
L’invecchiamento demografico delle nostre società ha aggravato questo vizio: la maggioranza elettorale è oggi anziana, e le politiche si adattano, quasi inevitabilmente, agli interessi del presente.
Igiovani— quelli che abiteranno più a lungo le conseguenze di ogni scelta fatta oggi — restano aimarginidel processo decisionale.
LaVIGnasce per correggere questa distorsione.
Il suo impianto metodologico affonda le radici nel lavoro dellaFondazione Bruno Visentini(poi diventataFondazione RiES ETS)e dell’Osservatorio sulle Politiche GiovanilidellaLUISSGuido Carli, guidato dal Prof.Luciano Monti, che dal 2019 ha iniziato a elaborare lo strumento in forma sistematica[1].
Cos'è, concretamente, la VIG
Nella sua architettura operativa, laValutazione di Impatto Generazionaleè uno strumento di analisipreventivaapplicato agli atti normativi e alle politiche pubbliche.
Prima che una legge, una delibera o un provvedimento entrino in vigore, si chiede:quali effetti produce sulle nuove generazioni? Chi ne beneficia, e su chi ricadono i costi — economici, sociali, ambientali — nel medio e lungo periodo?
Il modello classifica ogni misura in quattro categorie.
Lemisure generazionaliproducono unbeneficio direttoemisurabilesu untarget giovane, convenzionalmente identificato nella fascia 14–35 anni.
Lemisure potenzialmente generazionalinonperseguono esplicitamente finalità giovanili, ma possonoincidere positivamentesu quella fascia.
Le misureneutrenonhanno impatto significativo innessuna direzione.
E poi —ed è qui che lo strumento diventa davvero rilevante— lemisure anti-generazionali: quelle chepenalizzano direttamentelo sviluppo dei giovani, o che scaricano su di loro costi a debito nel tempo.
L’obiettivo non è bloccare le politiche non“etichettate in verde”: èrendere visibileciò che normalmente rimaneopaco[2].
Le radici istituzionali: dal COVIGE alle Linee Guida nazionali
In Italia, il primo passo formale verso l’istituzionalizzazione dello strumento è stato ilCOVIGE—Comitato per la Valutazione dell’Impatto Generazionale delle Politiche Pubbliche— istituito con decreto ministeriale del 3 giugno 2021 presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Il Comitato, composto da diciassette componenti tra dirigenti pubblici, docenti universitari ed esperti(tra cui rappresentanti di ISTAT, INPS, INAPP, del Consiglio Nazionale dei Giovani e dell’Agenzia Nazionale Giovani), ha avuto il mandato di definiremetodologieestrumentiper valutare sistematicamente glieffettidelle politiche pubbliche sulle giovani generazioni [3].
I lavori del Comitato si sono conclusi nel luglio 2022 con l’emanazione delleLinee Guida per la Valutazione dell’Impatto Generazionale delle Politiche Pubbliche, adottate con DM dell’8 luglio 2022[4].
Si trattava ancora di unapproccio sperimentaleeorientativo, applicato principalmente a livello di amministrazioni centrali: un punto di partenza solido dal punto di vista metodologico, ma privo di cogenza giuridica diffusa.
Ilcontesto europeooffriva nel frattempo riferimenti precisi: l’Austria aveva introdotto ilJugend-Checkgià dal 2013 per valutare le proposte legislative rispetto al loro impatto sugli under 30; la Germania aveva adottato uno strumento analogo dal 2017; e la Commissione europea, nell’ambito dellaBetter Regulation Agenda, aveva formalizzato il proprio impegno verso unoYouth Checkpermanente nel ciclo legislativo europeo[5].
A livello sovranazionale, ilComitato Economico e Sociale Europeo (CESE)aveva riconosciuto, nei pareriSOC/728 (2022)eSOC/759 (2023), l’importanza di introdurre ladimensione giovanileanche in ambiti non tradizionalmente associati alle politiche per i giovani —economia, ambiente, abitare, transizione digitale— e aveva incluso le prime applicazioni italiane dellaVIGtra le buone pratiche emergenti a livello europeo[6].

Parma apripista: il primo Comune in Europa
Il salto qualitativo decisivo avviene a livello locale.
Nel 2023 ilComune di Parma—all’epoca Capitale Europea della Gioventù— avvia la prima sperimentazione sistematica dellaVIGsu un ente locale, analizzando il proprioDocumento Unico di Programmazione (DUP)2023–2025e mappando ogni misura secondo le quattro categorie dello strumento.
Il17 gennaio 2024, con la Deliberazione di Giunta Comunale n. GC-2024-16, Parma adotta formalmente le proprieLinee Guida: diventa ilprimo Comune in Europa — e il primo Comune OCSE — a dotarsi di questo strumentodi analisi delle politiche pubbliche[7].
La vera svolta arriva però il18 novembre 2024: la VIG viene resaobbligatoria su tutte le delibere e determine dell’ente.
Non più un esercizio diclassificazione volontaria: ogni atto amministrativo del Comune deve essere accompagnato dalla valutazione del suo impatto generazionale.
La prova più concreta di questa applicazione ordinaria è visibile direttamente negli atti dell’albo pretorio: ogni determina dirigenziale riporta ora un’etichetta VIGesplicita, classificando l’atto comegenerazionale,potenzialmente generazionale,neutrooanti-generazionale[8].
L'effetto contagio nella PA italiana
L’esperimento parmense ha innescato un processo di diffusione che coinvolge ora diversi livelli della pubblica amministrazione italiana.
IlComune di Bolognaha seguito un percorso progressivo ispirato alleLinee Guida COVIGE, a partire da unOrdine del Giorno del Consiglio Comunaledel dicembre 2022, con cui si impegnava a istituire un bilancio intergenerazionale.
LaRegione Emilia-Romagnaha promosso iniziative analoghe.
A livello nazionale, l’ANCI—Associazione Nazionale Comuni Italiani— ha elaboratoLinee Guidaspecifiche per l’applicazione della VIG a livello comunale, adattate alle diverse dimensioni degli enti, presentate all’Assemblea Nazionale di ANCI Giovani nel maggio 2025 a Palermo[9].
Un caso particolarmente significativo è quello delComune di Casalecchio di Reno(Bologna): primo comune non capoluogo ad adottare la VIG, che ha abbinato all’adozione dello strumento l’istituzione di unaConsulta Giovanileper la coprogettazione delle politiche in favore dei giovani.
LaVIG, cioè, diventalevaper forme dipartecipazione civicastrutturata — non solo valutazione tecnica, ma dispositivo didemocrazia deliberativa.
La legge 167/2025: la VIG entra nell'ordinamento nazionale
Il passo istituzionale più rilevante arriva il29 ottobre 2025, quando la Camera dei Deputati approva in via definitiva lalegge 10 novembre 2025, n. 167 entrata in vigore il 29 novembre 2025[10].
L’articolo 4 della legge stabilisce che laVIGè unostrumento informativo preventivo obbligatorio: ogni atto normativo del Governo, a esclusione deidecreti-legge, deve essere accompagnato da un’analisi degli effetti ambientali e sociali a lungo termine sulle generazioni future.
La valutazione viene integrata nell’Analisidi Impatto della Regolamentazione (AIR)già prevista dalla legge 246/2005, assumendo così piena dignità procedurale.
La legge si inserisce in una cornice costituzionale precisa: la riforma dell’articolo 9 della Costituzione, approvata nel 2022, ha introdotto il riferimento alla tutela dell’ambiente e degli ecosistemi“anche nell’interesse delle future generazioni”.

Luci e ombre: la sfida dell'attuazione
L’ASviS—Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, tra i principali promotori della VIG dal 2016 — ha accolto l’approvazione della legge come un«traguardo storico», sottolineando che«da oggi il futuro entra davvero nel cuore delle decisioni politiche».
I presidenti dell’Alleanza, Pierluigi Stefanini e Marcella Mallen, hanno parlato di«cambio di passo, tanto più necessario in un momento in cui la condizione delle giovani generazioni appare indebolita sotto diversi punti di vista: dalle incerte prospettive pensionistiche al debito pubblico ereditato, dagli squilibri demografici alle attuali condizioni di ingresso nel mondo del lavoro»
Il direttore scientifico diASviS, Enrico Giovannini, ha tuttavia aggiunto un monito che vale la pena di citare integralmente:«La VIG non deve diventare un semplice adempimento burocratico».
La vera sfida, come sottolineano anche le analisi giuridiche più attente, è nell’attuazione.
Il Governo dispone di sei mesi per emanare i decreti attuativi che definiranno criteri, procedure e casi di esclusione: da quei decreti dipenderà, in misura determinante, se lo strumento produrrà impatto reale o si ridurrà a una casella da spuntare[11].
C’è poi unasfida metodologicapiù profonda. Nella sua versione attuale, la VIG produce principalmenteun’analisi qualitativa— un’etichetta, una classificazione.
La vera evoluzione, su cui la comunità scientifica e la società civile organizzata stanno lavorando, ètrasformarla in uno strumento di misurazione quantitativa: capace non solo di classificare le politiche, ma di stimarne l’impatto con indicatori misurabili nel tempo.
Solo così diventerà possibile chiudere il ciclo — valutare preventivamente,monitorare durante l’attuazione, correggere dopo.
L’ASviSeSave the Childrenstanno già lavorando, con un gruppo di esperti, alla definizione di modalità attuative che evitino l’effetto burocratico e rendano la valutazione un’occasione di coinvolgimento della società civile nel processo normativo[12].
Perché questo strumento ci riguarda
Chi lavora nel welfare sa bene quanto sia difficile uscire dalla logica dell’emergenza. Le politiche sociali tendono a rispondere al presente — un bisogno urgente, una categoria in difficoltà, una crisi da gestire.
Raramente si chiede:tra dieci anni, questa scelta avrà reso le condizioni di vita migliori o peggiori per chi oggi ha vent’anni?
LaVIGnon è una bacchetta magica. Non risolve i problemi strutturali del sistema — il debito pubblico, la denatalità, il precariato giovanile, il divario Nord-Sud.
Ma introduce undispositivo cognitivopotente: costringe chi decide a uscire dal presentismo, a interrogarsi sulle esternalità temporali delle proprie scelte, a rendere visibile l’invisibile.
In questo senso, è molto più di uno strumento tecnico.
È uncambio di paradigma culturale: il riconoscimento che ogni politica pubblica è, in fondo, una scelta intergenerazionale.
E che quelle scelte meritano di essere fatte con piena consapevolezza delle loro conseguenze nel tempo.
Parma ha dimostrato che si può fare. La legge 167/2025 dice che si deve fare.
La sfida ora è dimostrare — nei decreti attuativi, nelle prassi amministrative, nella cultura degli enti — che lo si sa fare davvero.
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1.Sulla nascita della Fondazione Bruno Visentini (poi Fondazione RiES ETS) come laboratorio precursore della VIG si veda:"Osservatorio Politiche Giovanili – LUISS, Valutazione di Impatto Generazionale".Leggi↩
2.Monti L.,La valutazione di impatto generazionale delle politiche pubbliche: dalle linee guida del COVIGE al possibile Youth-check in Italia, in Amministrazione In Cammino, Roma, 2022.↩
3.COVIGE – Comitato per la Valutazione dell'Impatto Generazionale delle Politiche Pubbliche, istituito con DM 3 giugno 2021 del Ministro per le Politiche Giovanili, poi integrato con DM 15 luglio 2021, 6 ottobre 2021 e 23 giugno 2022.↩
4.Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Politiche Giovanili,Linee Guida per la Valutazione dell'Impatto Generazionale delle Politiche Pubbliche, DM 8 luglio 2022. Testo integrale scaricabile:Linee Guida COVIGE (PDF).↩
5.Per una panoramica comparata degli strumenti europei (Jugend-Check austriaco, Youth Test tedesco, analoghe sperimentazioni in Fiandre e Francia) si veda:Osservatorio Politiche Giovanili – LUISS, Valutazione di Impatto Generazionale. Per il quadro europeo di Better Regulation: Commissione europea,Better Regulation Agenda, Strategic Foresight e strumenti di valutazione,Link Commissione Europea.↩
6.Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE),Valutazione d'impatto dell'UE dal punto di vista dei giovani, Parere SOC/728, 2022; Id.,Cooperazione nel settore della gioventù, Parere SOC/759, 2023. Il CESE ha inserito le prime applicazioni della VIG italiana tra le buone pratiche emergenti a livello europeo.↩
7.Comune di Parma,Deliberazione di Giunta Comunale n. GC-2024-16 del 17 gennaio 2024, Adozione delle Linee Guida per la Valutazione di Impatto Generazionale (VIG) delle Politiche Pubbliche.↩
8.La prova concreta dell'applicazione ordinaria è visibile negli atti amministrativi dell'ente: ogni determina dirigenziale riporta l'etichetta VIG. Si veda a titolo esemplificativo:Determina del Settore Sociale, Comune di Parma (2025). Testo integrale scaricabile:Determina Comune di Parma (PDF).↩
9.ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani,Linee Guida per l'applicazione della VIG a livello comunale, presentate all'Assemblea Nazionale ANCI Giovani, Palermo, maggio 2025.↩
10.Legge 10 novembre 2025, n. 167,Misure per la semplificazione normativa e il miglioramento della qualità della normazione, G.U. n. 265 del 14 novembre 2025. Testo integrale in PDF:Legge 167/2025 (PDF).↩
11.Per l'analisi critica del rischio di adempimento burocratico:Lab-IP – La nuova VIG nel sistema dell'AIR; per la posizione di ASviS:Spazio50 – Valutazione d'impatto generazionale.↩
12.ASviS e Save the Children:Save the Children – La VIG, un passo verso leggi più giuste (ottobre 2025). Strategia UE attesa per il 2026.↩



