Longevità

Longevità: in Italia è welfare, in Europa è mercato

Abbiamo mappato 33 convegni in 13 paesi da qui a giugno 2027. I titoli raccontano due modi diversi di parlare dello stesso tema.

Oggi la longevità non è più un tema per addetti ai lavori: è entrata nell’agenda di medici, assicuratori, investitori, amministratori e policy maker. Si vive più a lungo, ma non sempre in buona salute, e la domanda su chi cura, chi paga e come si resta nella comunità riguarda ormai le famiglie e i territori. I convegni che si moltiplicano in Europa sono il segnale più visibile di questo cambiamento, e raccontano quanto il tema venga letto in modi molto diversi.

La mappa in sintesi

Convegni sulla longevità, 21 ottobre 2026 – 30 giugno 2027. Aggiornata al 21 ottobre 2026
33appuntamenti in 13 paesi
9in Italia: 4 su politiche ed economia, 3 su clinica
12 su 24fuori dall’Italia: festival, forum per investitori o biohacking. In Italia sono 2 su 9
3eventi senza data 2027 ancora annunciata

Se si guarda il calendario dei convegni sulla longevità, a colpo d’occhio sembra un tema solo. Quando gli eventi finiscono su una mappa e si leggono titoli, relatori e pubblico indicato dagli organizzatori, i temi diventano due.

Fuori dall’Italia, metà degli appuntamenti sono festival per il grande pubblico, forum per investitori o raduni di biohacking. In Italia prevalgono politiche ed economia dell’invecchiamento e geriatria.All’estero la longevità è soprattutto un mercato e una medicina della prevenzione; in Italia è soprattutto una domanda sulla tenuta del welfare.

La mappa

Dove si svolgono i 33 convegni

Ogni punto è un evento, colorato per tipologiaMappa europea dei 33 convegni sulla longevità, per tipologiaMappa interattiva con filtri per mese, area e tipologia:Clicca qui.

Due modi di parlare di longevità

Il confronto sta nella tipologia che abbiamo assegnato leggendo le descrizioni degli organizzatori. Non è una classificazione ufficiale e tantomeno completa ed esaustiva.

Tipologia degli eventi

Numero di convegni. Barra piena = totale del gruppo
Italia (9)
Politiche ed economia dell’invecchiamento4
Clinica e medicina3
Investimenti e impresa1
Festival, pubblico ampio1
Resto d’Europa (24)
Politiche ed economia dell’invecchiamento4
Clinica e medicina4
Investimenti e impresa4
Festival, pubblico ampio6
Scienza e accademia4
Biohacking2

Perché in Italia pesa il welfare

Nel 2025 la speranza di vita alla nascita in Italia arriva a 83,7 anni. Quanti di questi anni si vivano in buona salute dipende da come si misura: secondo l’Istat, che si basa sulla salute percepita, sono 59,1; secondo Eurostat, che conta gli anni senza limitazioni nelle attività, nel 2023 erano tra 68,5 (uomini) e 69,6 (donne). Con l’uno o con l’altro indicatore resta una distanza, da circa 15 a circa 25 anni, in cui per molte persone servono cure e sostegno continuativi.

Chi regge la longevità in Italia

Dati Istat e Ufficio parlamentare di bilancio
83,7 / 59,1anni di vita e anni di vita in buona salute percepita alla nascita, 2025 (Istat)
24,9%degli adulti presta lavoro di cura, a conviventi o non conviventi (2024)
43,3%degli over 75 che vivono soli riceve aiuti informali (2024)
23,6%della spesa sanitaria è pagata direttamente dalle famiglie: circa 9 punti sopra la media Ue
Fonti: Istat, Rapporto SDGs 2026, Goal 3 (Clicca qui); Eurostat, anni di vita senza limitazioni, 2023, ripreso da Eunews (Clicca qui); Istat, Aiuti dati, ricevuti e reti di solidarietà, anno 2024, 21 luglio 2026 (Clicca qui); Ufficio parlamentare di bilancio, Focus n. 3/2026 (Clicca qui).

Una parte molto larga della cura passa quindi da famiglie e reti di prossimità e una parte della salute si paga di tasca propria. Quando il peso dell’invecchiamento ricade così in basso, la longevità diventa prima di tutto una domanda di sostenibilità: chi assiste, con quali servizi, a quali condizioni.

La nostra ipotesi è che questo spieghi perché in Italia i convegni si concentrino su politiche, welfare e geriatria, mentre altrove il baricentro è su prevenzione, benessere e mercato.

Quando si concentrano

L’autunno è già fitto, poi il calendario si dirada fino a gennaio.

Eventi per mese di inizio

Numero di convegni. I 3 eventi senza data 2027 sono collocati sul mese dell’edizione precedente o della data indicativa
set 263
ott 267
nov 267
dic 260
gen 272
feb 271
mar 272
apr 275
mag 273
giu 273

Cinque appuntamenti italiani, da qui a fine novembre

Da non perdere, in Italia

Date da verificare sui siti degli organizzatori
QuandoEvento
22–25 ottFestival Internazionale dell’Economia, Torino
27 ottHealth & Longevity Summit, Milano
5–7 novFlorence Geriatric Health Alliance 2026, Firenze
19–21 novHumankind and Longevity, Venezia
25–26 novForum della Non Autosufficienza e dell’Autonomia Possibile, Bologna
Fonti: Festival Internazionale dell’Economia (Clicca qui), Health & Longevity Summit (Clicca qui), Florence Geriatric Health Alliance 2026 (Clicca qui), Humankind and Longevity (Clicca qui), Forum della Non Autosufficienza e dell’Autonomia Possibile (Clicca qui).

Da Torino, con «Salvare lo Stato sociale», a Bologna, con il Forum della Non Autosufficienza, il filo è lo stesso: chi paga, chi cura, chi resta fuori.

Cosa manca

Nei titoli, nelle descrizioni e nel pubblico indicato dagli organizzatori dei 33 eventi alcune parole non compaiono mai: terzo settore, abitare, solitudine, territori, famiglie, disuguaglianze. «Caregiver» e «non autosufficienza» compaiono una sola volta, nel Forum di Bologna. «Welfare» compare una volta, a Torino.

Sono i temi con cui si lavora ogni giorno nei servizi: chi assiste un anziano a casa, chi vive da solo, chi non può pagare la cura privata, chi tiene in piedi la rete di prossimità. Nel calendario sono quasi assenti, mentre i numeri italiani qui sopra dicono che sono il centro della questione.

Due cautele. Il campione viene da ricerche sul web e favorisce gli eventi più visibili: congressi regionali, incontri del terzo settore e iniziative locali possono esistere senza che li abbiamo trovati.

Se il vuoto fosse reale, sarebbe uno spazio da occupare per chi lavora sul welfare territoriale.

Cosa ci dicono

Di longevità si parla ovunque in Europa, ma non si parla della stessa cosa. Fuori dall’Italia il tema è quasi sempre come allungare la vita e come costruirci intorno un mercato. In Italia è come reggere gli anni che si aggiungono.

La differenza non dipende da quanto si vive. Nel 2024, secondo Eurostat, la vita attesa più alta della Ue è quella di Italia e Svezia (84,1 anni) e della Spagna (84,0), contro una media Ue di 81,7. Anche negli anni di vita senza limitazioni nelle attività l’Italia sta ai primi posti della Ue.

Dove si vive quanto, e di che cosa si parla

Vita attesa alla nascita, 2023 (stime provvisorie Eurostat) ed eventi della nostra mappa
PaeseVita attesaEventi in mappa
Spagna84,04: due festival o pubblico ampio, uno di politiche, uno scientifico
Italia83,89: quattro di politiche, tre di clinica
Francia83,12, entrambi di clinica
Irlanda82,61, scientifico
Belgio82,52: uno di politiche, uno scientifico
Portogallo82,41, di politiche (formazione manageriale)
Paesi Bassi82,01, di biohacking
Germania81,25: investimenti, scienza, biohacking, clinica, festival
Croazia78,61, formula festival
Romania76,61, congresso con fiera aperta al pubblico
Fonti: Eurostat, life expectancy at birth 2023, tabella ripresa dall’Ined (Clicca qui); Eurostat, stime provvisorie 2024 (Clicca qui); Eurostat sugli anni di vita senza limitazioni, 2023, ripreso da Eunews (Clicca qui). Eventi: mappa dei convegni sulla longevità, aggiornata al 21 ottobre 2026.

Spagna e Italia sono tra i paesi in cui si vive più a lungo, eppure delle quattro iniziative spagnole in mappa due hanno una formula da festival o da pubblico ampio, mentre in Italia prevalgono politiche e geriatria. La Germania, con 81,2 anni, ha cinque eventi e nessuno è di politiche o di welfare. La Romania, con la vita attesa più bassa della tabella, ospita un congresso affiancato da una fiera. Il tema, quindi, non cresce dove si vive di più o di meno: cresce con cornici diverse.

A fare la differenza sembra essere chi si presume debba rispondere all’invecchiamento. Se è un’opportunità di mercato e di prevenzione, i protagonisti sono cliniche, investitori e startup. Se è una questione di tenuta del sistema, lo sono i servizi, i comuni, gli operatori, il terzo settore e chi assiste a casa. È una lettura nostra, che la mappa suggerisce ma non dimostra: per verificarla servirebbero dati comparabili sull’assistenza di lungo periodo nei diversi paesi.

Un’ultima osservazione. I due linguaggi si stanno avvicinando anche in Italia e lo fanno dal lato delle risorse economiche: a Firenze il meeting dei consulenti finanziari mette la longevità al centro della pianificazione patrimoniale, a Milano il Sole 24 Ore ne discute con clinici e istituzioni. Quando il costo dell’invecchiamento ricade sulle famiglie, la domanda «chi paga» apre la porta a risposte assicurative e finanziarie. Se in quella conversazione mancano i servizi e i territori, la risposta rischia di essere scritta da altri.

La mappa non dice quanta longevità c’è, ma come viene raccontata. Per chi lavora sul welfare territoriale, la questione non è se partecipare a questa conversazione, ma in quale lingua farlo.

Una domanda a chi legge:dove vedete che manca la voce del terzo settore e dei territori? Scrivetecelo nei commenti.

Metodo: mappa costruita con ricerche web sui siti degli organizzatori. Date e prezzi non verificati sono segnalati nella scheda di ogni evento.

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