Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge immediatamente eseguibile che esenta dal bollo auto per tutto il 2027 le vetture fino a 80 kW e tutti i motocicli: un solo veicolo per contribuente, 14,5 milioni di veicoli coinvolti, 2,36 miliardi di euro di costo stimato per lo Stato, di cui 2,29 destinati a ristorare le Regioni del mancato gettito1QuiFinanzaBollo auto, esenzione 2027apri fonte ↗.
Nello stesso giorno, la Commissione Affari Sociali ha chiuso l'esame del disegno di legge sul riconoscimento del caregiver familiare. Alza la soglia Isee da 15mila a 25mila euro, ma le risorse restano identiche: 257 milioni di euro annui, gli stessi già stanziati nella scorsa legge di Bilancio, semplicemente ridistribuiti tra due capitoli di spesa diversi. Il relatore, Luciano Ciocchetti (FdI), lo dice chiaramente: l'aumento della soglia avviene nell'impossibilità di trovare risorse nuove e per quelle si confida nella prossima manovra2Vita.itCaregiver, cambia il ddlapri fonte ↗.
Due misure sulla cura delle persone decise nella stessa settimana, una sulla mobilità e un'altra sulla fragilità. Il bollo era urgente ed è diventato un decreto. Il caregiver era necessario ma è rimasto un aggettivo.
Con buona pace degli automobilisti, me compreso, viene davvero difficile comprendere le categorie di necessario e urgente nel vocabolario della politica italiana. Soprattutto per le necessità sociali, come scrive Francesco Riccardi su Avvenire, dalla non autosufficienza alla disabilità, per non parlare della denatalità e del futuro per i nostri giovani3Francesco RiccardiAvvenireapri fonte ↗.
L'articolo 77
Per attivare subito l'annullo del bollo auto, il Governo è ricorso all'articolo 77 della Costituzione, che consente di adottare un decreto con valore di legge"in casi straordinari di necessità e d'urgenza". Si dirà che il caro-benzina non era prevedibile. I prezzi oscillano per ragioni geopolitiche che nessun governo controlla, tra guerre e tensioni internazionali continue. Sembra quindi comprensibile e persino giusto rispondere con lo strumento più rapido, il decreto, sia per il taglio delle accise sulla benzina sia per un ristoro indiretto come l'annullo del bollo auto.
Ma il requisito costituzionale di necessità e urgenza non ha nulla a che vedere con la gravità sostanziale del problema che il decreto intende affrontare: misura solo l'impossibilità di attendere l'iter ordinario per una ragione tecnica specifica e verificabile. Un decreto è legittimo se c'è un nesso concreto tra situazione di fatto e scelta di bypassare il Parlamento, non se il problema sottostante sia il più grave in quel momento. Per questo il bollo auto può superare la soglia del controllo costituzionale, basta agganciarlo al caro-carburanti, al taglio delle accise e a una scadenza precisa, il 2027.
Il requisito costituzionale misura l'impossibilità di attendere, non la gravità del bisogno.
Tredici anni contro sette giorni
Bisogna al contrario risalire al 2013 per trovare la prima traccia parlamentare di un disegno di legge sui caregiver familiari. Da allora si sono susseguiti ventinove testi caduti nel vuoto prima di questo, il trentesimo, che rischiava a sua volta di fare la stessa fine4Il Sole 24 OreChe fine ha fatto il ddl caregiverapri fonte ↗. Non è un bisogno comparso all'improvviso, ma uno che il Parlamento discute, rinvia, ridiscute da più di un decennio, sotto governi di ogni colore.
Se il criterio che giustifica la rapidità di un provvedimento è la sua imprevedibilità, il caregiver avrebbe dovuto avere la corsia più veloce di tutte, non la più lenta. Il Governo sapeva da gennaio che quella riforma era urgente, perchè lo aveva detto lui stesso, in conferenza stampa, presentando il proprio ddl5ANSA, 12 gennaio 2026Ok dal Cdm per i caregiverapri fonte ↗. Tra gennaio e luglio, la Commissione Affari Sociali della Camera lo discute in appena otto riunioni, fino al rinvio dell'8 luglio,"a data da destinarsi". Passano più di duecentoquaranta giorni tra l'annuncio dell'urgenza e la ripresa dei lavori a settembre.
Non è stato ancora approvato: deve passare all'Aula della Camera, dove è atteso per il 2 ottobre 2026, per poi affrontare un secondo passaggio al Senato prima di diventare legge definitiva.
Resta da chiedersi se un sistema politico che rende visibile e rivendicabile solo un tipo di scelta, quella che si può annunciare in un giorno, sia ancora in grado di occuparsi seriamente di tutto ciò che, per sua natura, richiede anni, pazienza, e nessun applauso immediato.
163 euro contro 40
L'esenzione dal bollo vale in media 163,50 euro l'anno per chi ne beneficia, circa 13,60 euro al mese, per 14,5 milioni di italiani6La SiciliaBollo auto 2027, il risparmio realeapri fonte ↗. È il costo di due pieni di benzina, forse tre. Ma arriva a tutti, senza condizioni di reddito, senza domande da presentare, senza piattaforme da compilare: basta possedere l'auto giusta. Costo: 2,36 miliardi di euro per il solo 2027.
Il caregiver che assiste un familiare non autosufficiente 91 ore alla settimana, quasi 400 ore al mese, più di quanto lavori chi ha un impiego a tempo pieno, riceverebbe, con un Isee di 24mila euro, 40 euro al mese. Ma per arrivarci dovrà anche sperare di rientrare tra i circa 53-62mila beneficiari che il fondo può permettersi al massimo teorico, su una platea di 7,8 milioni di caregiver in Italia7L'EspressoCaregiver, legge Locatelliapri fonte ↗. Meno di un terzo di quello che lo Stato restituisce, senza chiedere nulla in cambio, a chi possiede un'utilitaria sotto gli 80 kW. Costo: 257 milioni di euro l'anno, ma solo fino al 2028, poi non è stato ancora deciso nulla.
Dove si trovano i soldi
La mancanza di risorse economiche sembra, in questi casi, più un facile alibi per non affrontare certi temi che un reale impedimento.
La fetta più grande per coprire l'annullo del bollo auto, 1,698 miliardi, quasi tre quarti del totale, arriva da economie accertate sul PNRR: risorse che l'Italia aveva preso in prestito dall'Europa per progetti specifici, costate meno del previsto o non completamente spese, che il decreto Pnrr e coesione di aprile aveva già reso disponibili per altri usi una volta superata la scadenza del piano, il 30 giugno 20268Il Sole 24 OreStop bollo auto, Mattarella firma il decretoapri fonte ↗. Il resto, circa 660 milioni, viene da una rimodulazione frazionata di fondi ministeriali — Infrastrutture, Sanità, Difesa, Agricoltura — spalmata su tre esercizi: 200 milioni nel 2026, 1,46 miliardi nel 2027, appena 38 milioni nel 20289La SiciliaBollo auto 2027, il risparmio realeapri fonte ↗.
Il decreto copre soltanto il 2027. Rendere permanente l'esenzione avrebbe un costo ben più alto: la proposta di Forza Italia, spinta da Antonio Tajani per la prossima legge di Bilancio, punta all'abolizione strutturale del bollo, ma il gettito regionale da sostituire vale circa 7,5 miliardi di euro l'anno, e ad oggi non ha ancora una copertura individuata10Automoto.itBollo auto addio nel 2028?apri fonte ↗.
Quello che 5 miliardi potrebbero fare
Con 5 miliardi l'anno si potrebbe raddoppiare il contributo attuale per i caregiver ed estenderlo a dieci volte più persone. Oppure garantire a più di 347mila famiglie un riconoscimento economico pari a un vero salario da assistente familiare, invece dei 40 euro al mese che oggi la legge, nella sua versione più generosa possibile, riserva a chi ha un Isee di 24mila euro. Non è una cifra introvabile. È una cifra che non è mai stata cercata per questo scopo.
5 miliardi l'anno è, con buona approssimazione, l'ordine di grandezza che servirebbe per finanziare a regime l'intera riforma della non autosufficienza, quella legge 33 del 2023 che l'Italia ha approvato tre anni fa e non ha ancora messo pienamente in pratica. Riccardi, su Avvenire, cita proprio questa fascia, 7-8 miliardi annui, come il costo pieno della riforma quando sarà completamente operativa, per tutti i 4 milioni di anziani non autosufficienti del Paese. Il Patto per un nuovo Welfare chiede, per il solo avvio graduale, cifre più contenute, 1 miliardo nel 2027, 2,3 nel 2028, 2,7 dal 2029, ma lo fa esplicitamente come primo passo di un percorso che, a regime, punta comunque verso quella stessa fascia di miliardi11Vita.itAnziani non autosufficienti, basta 1 miliardoapri fonte ↗.
Il fiato corto della politica
Non è la prima volta che l'Italia sceglie così.
Gli 80 euro di Renzi, nel 2014, sono stati la prima misura a insegnare che un bonus mensile, ben comunicato, vale elettoralmente più di una riforma strutturale che nessuno vede nel breve periodo. Il reddito di cittadinanza dei Cinque Stelle nasce come misura strutturale contro la povertà, ma viene comunicato, e in parte concepito, come trasferimento immediato e riconoscibile. Il cashback di Stato di Conte, il bonus vacanze, il bonus monopattini, il superbonus 110%, quest'ultimo capace di generare da solo decine di miliardi di debito pubblico futuro in cambio di un beneficio concentrato e immediato per chi ha potuto usarlo.
A dicembre 2025, Pasquale Tridico, allora presidente M5S dell'Inps, poi candidato, propose un alleggerimento del bollo auto per fasce di reddito. Giorgia Meloni, da Atreju, lo liquidò con una battuta tagliente, paragonandolo a una misura da avanspettacolo populista, di quelle buone solo per raccogliere applausi a buon mercato12Il PostCosa pensava Meloni del bollo autoapri fonte ↗. Nove mesi dopo, il suo Governo firma un decreto che fa, nella sostanza, la stessa cosa. Anzi la fa in modo più ampio, universale, senza nemmeno la selettività per reddito che rendeva la proposta di Tridico più mirata sul piano sociale.
Cosa resta da chiedersi
Da Renzi a Meloni cambiano le sigle e gli slogan, ma lo strumento resta lo stesso: sempre più raffinato nella capacità di generare consenso a breve termine, sempre meno capace di occuparsi di ciò che richiede anni per essere costruito e non produce un titolo il giorno dopo.
La non autosufficienza, i caregiver, la domiciliarità sono il tipo di bisogno che questo strumento non sa più premiare perché non offre a chi decide l'unica cosa di cui, oggi, sembra avere bisogno: un risultato da mostrare prima delle prossime elezioni.
Se la vera urgenza non è quella che si può decretare in un giorno ma quella che si misura in anni di attesa, chi decide, oggi, quale delle due l'Italia è ancora disposta a riconoscere come tale?



